Nonostante i dati più recenti mostrino un certo affanno nella crescita cinese, al di sotto delle aspettative, secondo Mike Shiao, Investment director di Invesco Hong Kong, si intravedono i segnali di una ripresa. “La Cina è entrata in una fase in cui il ritmo di crescita dell’economia non supererà di molto l’obiettivo ufficiale del 7,5% nel 2013”. “Ma il nuovo governo, che confida nelle riforme strutturali in atto, è pronto ad avere una tolleranza maggiore per la crescita più lenta, con la previsione di un Pil al 7,7% quest’anno, un buon risultato, a confronto con il resto del mondo”. Secondo Shiao, il livello di debito appare ragionevole rispetto ad altri grandi paesi ed anche gestibile: “Non si vede nessun default, né a livello di governo centrale né di amministrazioni locali. Anzi, analizzando attentamente i bilanci pubblici è possibile vedere come l’attivo sia addirittura sottovalutato”, aggiunge Shiao. “Sia il governo centrale sia le amministrazioni locali hanno partecipazioni in alcune società quotate che vengono in gran parte trascurate. Per esempio, il governo centrale detiene oltre il 70% di China Mobile, per un valore di mercato di otre 140 miliardi di dollari”.
In questo scenario, si conferma lavalidità del Renmimbi e del mercato azionario. Shiao, per quanto riguarda l’equity, consiglia di aspettare la grande conferenza politica in calendario il prossimo ottobre. “Fino ad allora, le azioni cinesi continueranno a muoversi lentamente, nell’attesa di avere un quadro più chiaro delle riforme in atto. Sulla moneta cinese si prospetta, invece, una view molto positiva, soprattutto in un’ottica di lungo periodo, con una continua internazionalizzazione del Renmimbi e una maggiore flessibilità nella gestione del tasso di cambio.” In Italia, Invesco – www.invesco.it – è presente dal 1997, con sede a Milano e un team di 20 professionisti che assistono la clientela istituzionale, i gestori di fondi comuni di investimento e le reti di distribuzione retail. Il patrimonio gestito complessivo in Italia ammonta a oltre 7 miliardi di euro (oltre 10 miliardi di dollari).